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OK…mi sono laureato. Adesso la specializzazione. Ma dove?

27 October 2020 OK…mi sono laureato. Adesso la specializzazione. Ma dove?

Il paradosso tutto italiano dei “camici grigi”.

Cardiochirurgia? Odontoiatria pediatrica? Medicina d’urgenza? Sono circa 10mila i medici italiani che non saranno inseriti in alcun posto di specializzazione, sospesi nel limbo dei così detti “Camici grigi”, impossibilitati a concludere il tortuoso percorso formativo del medico specializzato.

Qui il paradosso: il nostro Sistema Sanitario prevede, come obbligo, la specializzazione per poter accedere al mondo del lavoro. Ma il conseguimento della specializzazione, in Italia, non è proprio una passeggiata.

Ecco un elenco di fattori :

  • le Scuole sono a numero chiuso;
  • la competizione è accanita;
  • c’è una grossa penuria di posti disponibili rispetto alle richieste;
  • le borse di studio non sono sufficienti per coprire tutte le richieste.

Nell’interessante reportage di TheWam, troviamo uno stralcio di una lettera ufficiale del Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici FNOMCEO Filippo Anelli, il quale dichiara: “Risulta necessario adottare un provvedimento legislativo che preveda una riforma del percorso formativo del medico, che deve diventare un unicum dall’immatricolazione alla specializzazione e che correli il numero dei laureati ai posti nelle scuole e al concorso per la Medicina Generale. Così da garantire che a ogni laurea corrisponda una borsa di specializzazione o per la Medicina Generale”.

Nel tempo si sta invece formando una classe di medici esclusi dal circuito della formazione specialistica, per i quali si pongono notevoli problemi dal punto di vista occupazionale.

Ancor più grave la situazione nel contesto odierno, con una pandemia globale in atto, per cui il sistema sanitario avrebbe un disperato bisogno di ulteriori figure professionali in ambito medico-sanitario. Quello che manca è la lungimiranza di un sistema che reagisce alla necessità contingente con concorsi immediati, senza tuttavia risolvere problemi di vecchio corso come gli imbuti formativi che di fatto impediscono a molti medici italiani l’accesso a una Scuola di Specializzazione.

Ma c’è una grande opportunità. La legislazione europea viene in soccorso, permettendo ai Laureati in Medicina e Chirurgia di accedere ad una delle 31 Scuole di Specializzazione del Dipartimento di Studi Europei “Jean Monnet” con la garanzia che il Titolo di Studio conseguito abbia poi validità in Italia, ammesso per legge alla procedura di equipollenza in Italia ai sensi della L. n. 14 del 10 Febbraio 2015 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n.51 del 3 Marzo 2015, la quale dà esecuzione all’Accordo di cooperazione nel campo della Cultura, dell’Istruzione e dello Sport fra la Bosnia Erzegovina e l’Italia.

Lasciamo infine la parola al  Prof.Dott. Giorgio Mandalà, specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa, coordinatore della Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa del Dipartimento: “Io consiglierei a chiunque di studiare con il Dipartimento di Studi Europei Jean Monnet, perché ritengo che non ci possa essere un’offerta formativa più vasta, precisa e soprattutto con docenti davvero innamorati della propria professione […] Io credo che il Dipartimento di Studi Europei Jean Monnet dia un valore aggiunto agli studenti, che è quello della abbondante quantità di ore dedicata al tirocinio pratico, perché la medicina va studiata, va imparata ma soprattutto bisogna sapere come applicarla, e il miglior modo è avere a che fare con i pazienti e vedere come ci si relaziona nel rapporto di cura e di guarigione.

Tags: bando, camici grigi, corsi di laurea, giorgio mandalà, laureati, medici, medicina, offerta formativa, scrollamento, scuole di specializzazione
Autore: JM